Darmian, l'eroe silenzioso che l'Inter merita. Dove lo metti sta, anche in finale di Champions
Alzi la mano chi ricorda qualche sua dichiarazione, qualche frase sopra le righe, provocazioni, contestazioni ad allenatore, tifosi o rivali: Matteo Darmian è un eroe silenzioso, che difficilmente tradisce.
Non si guadagnerà così spesso le copertine magari, ma la sua costanza di rendimento ed affidabilità ne fanno un elemento imprescindibile nel conteggio della totalità della rosa nerazzurra. Difficilmente viene inserito come possibile titolare all'inizio di ogni stagione dalla critica, eppure i numeri non mentono e dicono che, dall'inizio o a partita in corso, Inzaghi difficilmente fa a meno di lui.
33 presenze condite da 4 gol e 4 assist nel 2020/21, la stagione del suo arrivo. 36 presenze, 2 gol e 3 assist l'anno dopo. 38 presenze, 2 gol e 2 assist nel 2022/23, l'annata culminata con la finale di Champions League, dove non ha tremato pur giocando in un ruolo, quello di braccetto di difesa, al quale si era adattato. 43 presenze, 2 gol e 2 assist l'anno scorso, con la gioia di un altro Scudetto. Già 2 reti e 2 assist in 22 apparizioni quest'anno.
I numeri però dicono fino ad un certo punto e la qualità migliore di questo giocatore, oltre alla professionalità ed all'esempio che dà ai compagni anche quando parte dalle seconde linee, è forse proprio quella della duttilità. Dove lo metti sta, Darmian, a garantire di fare il suo compito con la massima dedizione. In una rosa vincente, servono anche e soprattutto giocatori come lui, non solo i Dimarco e gli altri giocatori invidiati e puntati dalle big.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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