L'ex Lazio Sensini: "Conceicao un duro? Inzaghi non ne ha bisogno per farsi ascoltare"

L'ex difensore della Lazio ed oggi dirigente, Nestor Sensini, ha rilasciato una intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare dei due allenatori che oggi si sfideranno in semifinale di Coppa Italia, ovvero Simone Inzaghi e Sergio Conceicao, con i quali ha condiviso grandi avventure sportive ai tempi in cui era in biancoceleste.
Ecco le sue parole, a partire dalla posizione differente dalla quale partono a livello di sensazioni, stasera: "Simone è in una situazione privilegiata, non credo che al Bayern siano contenti di affrontarlo. Lo aiuta anche una struttura societaria molto forte: oggi all’Inter le cose funzionano e, infatti, lo stesso allenatore rimane là per 4 anni senza stancarsi. Non è banale... Sergio al Milan sta lentamente cercando di ambientarsi, ma ha trovato una situazione più complicata: non so se continuerà, ma non ha avuto tempo per incidere. Che siano due grandi tecnici è chiaro ma, visto da fuori, questo è il tempo dell’Inter".
Poi una battuta sulla differenza di carattere dei due: "Sergio era un combattente come ce ne sono pochi, cattivo per davvero. Si arrabbiava facilmente e, quando le cose andavano male, faticava a passarla: gli dicevamo che serviva un pallone per lui e uno per gli altri. Ora cerca di trasmettere questa grinta anche al Milan, ma deve essere seguito. Simone ha un carattere più docile: non gli serve essere duro per essere ascoltato. Scintille fra i due? Sarà per qualche vecchio cross o passaggio sbagliato di 25 anni fa... Le scaramucce figlie di un po’ di nervosismo vanno capite: sono sicuro si vogliano ancora bene".
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