Brozovic, Calhanoglu, e poi? La continuità dell'Inter passa dal regista

Il 31 gennaio 2018 Luciano Spalletti imponeva il suo personalissimo veto sulla cessione di Marcelo Brozovic, costretto a cancellare il charter per Siviglia, dove una nuova avventura lo attendeva. Pochi giorni dopo, il 3 febbraio a Crotone, si assisteva alla prima versione del croato davanti alla difesa, finita in realtà con le sue manate di stizza contro la panchina dopo un cambio.
Inimmaginabile allora ciò che sarebbe successo. Ovvero che per 7 anni l'Inter ha trovato la chiave della propria risalita alle vittorie dei trofei e di una competitività che sembrava smarrita. Quella di avere un vero condottiero in mediana, il catalizzatore di tutti i palloni, da smistare con maestria. 7 anni perché fino al 2022/23 quel ruolo spettava a Brozo, poi complice un infortunio un'altra intuizione, quella di Simone Inzaghi con Hakan Calhanoglu, faceva trovare ai nerazzurri un giocatore degno di raccoglierne il testimone prima della sua partenza verso l'Arabia Saudita.
Ecco, quella paura del "cosa sarà poi" torna oggi come un brivido lungo la schiena dei tifosi nerazzurri. "Sono molto felice all'Inter, ma non sai mai cosa ti riserva il futuro. Indossare un giorno la maglia del Galatasaray sarebbe un onore per me", ha detto il centrocampista turco in una intervista rilasciata al quotidiano locale Sabah oggi. Chissà a cosa pensi l'ex Milan quando dice "un giorno", ma non è un mistero che per la prossima estate il timore che qualche big possa bussare alla porta ci sia. Magari non ancora il Galatasaray, più adatta per un finale di carriera che per questo momento storico di Hakan, ma tant'è.
Nella rosa attuale dell'Inter alle sue spalle c'è Kristjan Asllani, che ha mostrato una certa crescita, ma non ancora quella capacità di prendersi le enormi responsabilità che Calha si prende. Le alternative sono state a turno rappresentate da Zielinski e Barella, che però sono sembrati più a loro agio da mezzali. Insomma, un vero sostituto in caso di partenza futura ad oggi non c'è, a meno che Petar Sucic non si dimostri subito pronto all'uso, anche se chi lo conosce bene non lo vede come regista puro. Un ruolo, quello del regista, dove l'Inter comunque sa di non poter sbagliare.
Testata giornalistica Aut.Trib.di Milano n.160 del 27/07/2021
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