Parma, Chivu: "Ogni tanto serve guardarsi la punta del naso e capire che una squadra come l'Inter..."

Parma, Chivu: "Ogni tanto serve guardarsi la punta del naso e capire che una squadra come l'Inter..."TUTTOmercatoWEB.com
Ieri alle 23:00Avversario
di Marta Bonfiglio

Cristian Chivu ha commentato in conferenza stampa il pareggio per 2-2 in casa contro l'Inter. Queste le sue parole raccolte dai colleghi di TMW: "Nessun rammarico per le occasioni finali, solo per avere messo in difficoltà Almqvist chiedendogli cose che non poteva fare. Ho chiesto scusa a lui e alla squadra. Pensavo potesse andare meglio, ma ho messo in difficoltà la squadra. Bravi i ragazzi a cambiare le cose nella ripresa e a trovare fiducia e autostima con quel guizzo che ci ha permesso di tornare in partita".

Serve tenere alta l'attenzione prima della Fiorentina:

"Piedi per terra e capire i nostri limiti. Con il lavoro, con autostima, con sacrificio e coraggio possiamo arrivare al nostro obiettivo".

Il Parma si è abbassato dopo il pareggio, ma l'inerzia era dalla parte dei crociati:

"Ogni tanto serve guardarsi la punta del naso e capire che magari una squadra come l'Inter, che vince due a zero all'intervallo, può entrare con il pilota automatico. Poi al pareggio anche loro vogliono tornare in vantaggio. Non era semplice, siamo stati bravi. Anche con tre attaccanti puri. Bonny ha dato tutto fino a chiedere il cambio. Non potevo mettere a rischio il risultato ed il pareggio era da tenere stretto. L'Inter se decide di accelerare ha giocatori che fanno la differenza".

Può dare autostima questo punto? Per mostrare tutte le qualità della rosa:

"L'hanno dimostrato anche stasera, hanno ripreso una partita contro l'Inter. Ma dobbiamo restare con i piedi per terra. Mancano ancora punti per raggiungere la salvezza, dobbiamo lavorare con voglia e carattere, servirà sempre la migliore versione di tutti i ragazzi ogni giorno e ogni domenica. Ma lo ripeto come un martello pneumatico, penso l'abbiano capito".

Grande merito ai cambi a fine primo tempo e al suo cambio modulo:

"Il merito non è mio ma dei giocatori che entrano in campo e capiscono le richieste quando visualizzi una partita e cerchi di creare comfort ai giocatori. Però oggi ho messo in difficoltà Almqvist e forse un intero reparto. Credevo nel nostro palleggio e gli ho chiesto un sacrificio. Era in difficoltà e a me dispiace. Un allenatore può avere delle idee, ma se i giocatori non rispondono è tutto inutile. I meriti sono dei miei ragazzi che vanno in campo e provano a fare quello che gli chiedo".

Pellegrino ha dato la svolta. Merito anche del cambio modulo?

"E' un attaccante vero, che sta lavorando e cerca di migliorare. Sono scelte che un allenatore deve fare, per me conta poco chi parte titolare, l'importante è che tutti abbiano voglia e carattere per portare un contributo alla causa. Sia che si tratti di novanta minuti, o trenta o dieci, l'importante è l'atteggiamento. Io pensavo di cambiare modulo, non avevo mai smesso. Serve lavorare e restare con i piedi per terra per preparare la prossima partita".

La squadra ha avuto coraggio:

"Sono stati bravi i subentrati. Hanno acceso quella scintilla che mancava. Con più coraggio avremmo potuto palleggiare meglio anche nel primo tempo, dove abbiamo visto due parate importanti di Sommer. Nella ripresa abbiamo cambiato modulo e loro forse pensavano di averla già chiusa. L'abbiamo riaperta e ripresa, facendo molto bene".

Sabato pesante per l'Inter:

"E' il mio passato e non lo posso negare, ho passato all'Inter tredici anni. Mi ha dato tanto, anche nell'inizio della mia carriera da allenatore. Ma oggi eravamo avversari e io devo pensare alla mia squadra e al mio obiettivo. Poi un po' di emozione l'ho avuta, ma è normale".