"Inter con le riserve, Lazio con 7 titolari", Vocalelli esalta la rosa di Inzaghi

"Inter con le riserve, Lazio con 7 titolari", Vocalelli esalta la rosa di InzaghiTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 11:09Rassegna Stampa
di Daniele Najjar

Si entra nella fase cruciale della stagione e l'Inter è ancora in piena corsa per vincere tutti i trofei a disposizione. Merito di questo è sicuramente da legare al fatto che il tecnico nerazzurro, Simone Inzaghi, abbia saputo fin qui gestire al meglio le forze a disposizione, come sottolinea il giornalista Alessandro Vocalelli dalle colonne de La Gazzetta dello Sport oggi in edicola.

Ecco il suo pensiero in merito al turnover: "L’esempio classico, più illuminante, da questo punto di vista è l’Inter, considerata all’unanimità la squadra con la maggiore disponibilità di alternative. Venticinque calciatori per affrontare il tour de force di una stagione in cui, giustamente, si vuol competere su tutti i fronti. Calcoli semplicistici dicono che i nerazzurri hanno disputato già 38 partite - tra campionato, Supercoppa, Coppa Italia e Champions - e che ne dovranno sostenere ancora tra 16 e 22. Sono garantite le 12 di campionato, i due derby di Coppa Italia, le due di Champions, con la speranza di Lautaro e compagni di allungare il cammino.Un’altra, la finale, in Coppa Italia e chissà quante tra le cinque che ancora resterebbero per arrivare al traguardo in Champions. Una maratona di quasi sessanta gare, a cui vanno aggiunte le fatiche che giocatori di questo livello devono sostenere in Nazionale. Già, perché è un po’ fuorviante l’idea delle “soste” di campionato: uno si immagina che, ecco, ci si può riposare. Invece vai in giro per l’Europa, o addirittura dall’altra parte del mondo, rientrando magari di venerdì per ritrovarti il giorno dopo in campo. La lunga premessa serve, proprio a proposito dell’Inter, per capire come sono state gestite come dovranno essere gestite le forze nel periodo cruciale della stagione, con tutti i fronti ancora aperti.

Sulla partita contro la Lazio: "La partita di Coppa Italia con la Lazio, al di là delle polemiche arbitrali, ha dimostrato che le cosiddette riserve - che brutta parola… - sono di primissimo ordine. Altrimenti non sarebbe stato possibile tenere testa e battere un’avversaria di alto livello che si è presentata con 7 titolari su 10 tra i calciatori di movimento: Lazzari (un “pari grado” rispetto a Marusic), Romagnoli, Guendonzi, Rovella, Isaksen, Dia e Zaccagni. Eppure l’Inter di Inzaghi, con tantissime alternative, è stata autorevolmente in campo. La conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, della forza di certi calciatori, che - questo si può dire- forse avrebbero meritato maggiori chance in questi primi sette mesi. Arnautovic - che ha risolto la recente partita con la Fiorentina e poi quella di martedì - in campionato ha giocato ad esempio appena 152 minuti. Però si sono visti a intermittenza anche Zielinski con 788 minuti, cioè otto partite intere, e Frattesi con 812. In due non hanno raggiunto Mkhitaryan, che solo in serie A ha messo insieme 1830 minuti. Insomma, resta il dubbio che con una rotazione maggiore - e con le qualità di certi calciatori ribadite anche martedì sera - forse l’Inter si sarebbe potuta presentare a questo entusiasmante e meritato finale di stagione con una maggiore freschezza in alcuni e con un po’ più di rodaggio per quelli considerati, in maniera un po’ riduttiva, come i classici cambi. Ma questo è il passato e ora si tratta di guardare avanti, facendo però tesoro non della lezione ma - diciamo così - delle indicazioni che hanno dato “quelli della Coppa Italia”. Una bella prestazione e un messaggio preciso: d’accordo i titolari, ma secondo voi noi siamo solo... riserve?".